ITA - ENG
Il governatorato di Irbid ha la più alta densità di popolazione di tutta la Giordania.
Ramtha è la seconda città più grande della zona e la più vicina al confine con la Siria nei pressi di Daraa. Secondo l'UNHCR, in questa zona sono presenti 135.132 rifugiati siriani.
Quando il conflitto in Siria si intensifica, il suono dei bombardamenti oltrepassa i confini e raggiunge queste aree, causando un impatto psicologico sulle famiglie difficile da affrontare.

La famiglia di rifugiati siriani che stiamo per incontrare vive in questa casa alla periferia di Irbid.

Le loro condizioni di vita sono molto peggiori di quelle alla quali erano abituati in Siria.

L’uomo, fotografato qui con la nipote, ha 64 anni. Suo figlio è disabile e sua moglie malate di cuore. Non ha sufficiente denaro per comprare le medicine di cui hanno bisogno,

Un parco giochi ad Irbid. Dall’inizio della guerra, per la gente che vive in quest’area è diventato normale ascoltare quasi ogni giorno il rumore delle bombe che esplodono oltre il vicino confine con la Siria.

In un’altra, un’uomo ci racconta che la sua famiglia ha perso tutti i documenti quando ha lasciato la Siria e ora vive nella paura costante di essere fermate dalle autorità giordane.

REPORT: MANCANZA DI DOCUMENTAZIONE

Il posto di frontiera tra Siria e Giordania. Fino all’inizio della guerra molte persone attraversavano ogni giorno il confine per andare a lavorare nel paese vicino, in particolare molti siriani impiegati come lavoratori stagionali nel settore agricolo.

La campagna nei pressi del confine. Molti rifugiati siriani pagano l’affitto della terra dove vivono attraverso il lavoro nei campi.

Quest’uomo è affetto da vitiligine, una malattia della pelle che gli impedisice di lavorare sotto il sole.

Vive con la sua famiglia, nella paura costante di essere costretto a trasferirsi altrove.

Una giornata di lavoro con gli operatori di INTERSOS. Grazie al progetto finanziato dall’Unione Europea attraverso ECHO, migliaia di rifugiati sono tornati in possesso di documenti regolari. Nei casi più vulnerabili viene offerto loro anche un sostegno finanziario.

Di nuovo alla periferia di Irbid, incontriamo due donne.

Ci chiedono di non mostrare il volto. Hanno paura di essere costrette ad andare nel campo di Zaatari.

REPORT: TRASFERIMENTI FORZATI

Molte persone vivono nel timore di essere fermate dalla polizia e trasferiti forzatamente in un campo ufficiale.

Un altro ITS nei pressi di Irbid. Siamo venuti perchè ci hanno detto che scopriremo la storia di una donna speciale.

Superando le resistenze della comunità, questa donna è stata capace di diventare un’insegnante.

Suo padre ha sostenuto la sua decisione.

Sua madre ne è orgogliosa.

Lavorare nel settore agricolo è condizione diffusa fra le donne, anche molto giovani, che risiedono negli ITS.

In un altro ITS incontriamo una coppia che è stata separata per lungo tempo. Per la donna è stato difficile partorire suo figlio senza il marito vicino.

Lui vive nella paura di essere fermato senza documenti in regola. Lei nel timore di dover vivere senza di lui.

“Da noi si dice: ‘Se non bussi alla porta di nessuno, nessuno busserà alla tua porta’