PRINCIPALI CONSEGUENZE DEI TRASFERIMENTI

Il trasferimento forzato di uno o più membri di una famiglia ha un impatto rilevante tanto sugli individui trasferiti, quanto sulla loro famiglia.

L'effetto principale di queste misure coercitive, che riguarda entrambe le categorie, è la separazione familiare. Nel 55,1% dei casi valutati da INTERSOS il provvedimento di trasferimento riguardava 4 o meno membri della famiglia, molto spesso incluso il capofamiglia, con meno del 20% dei casi riguardanti l'intera famiglia.

La separazione familiare è legata a diverse conseguenze secondarie negative: aumento dei meccanismi di risposta negativi dovuti alla perdita di fonti di reddito; ulteriori difficoltà economiche e indebitamento; trauma psicologico e paura; minori non accompagnati o separati (UASC); aumento del rischio di abuso, sfruttamento, violenza sessuale e di genere (SGBV).

Per quanto riguarda le persone rimaste indietro, le ripercussioni dirette variano tra stress, ansia, senso abbandono, molestie sessuali e sfruttamento, segni di traumi psicologici, depressione e persino infarti.

Va anche sottolineato che la maggior parte delle volte il trasferimento riguarda i capifamiglia della famiglia - a causa della loro maggiore esposizione ai controlli di polizia, mentre si recano al lavoro, con un forte impatto sulla situazione di coloro che rimangono indietro con le stesse spese ma con un reddito significativamente ridotto.

Il ricorso al lavoro minorile, al matrimonio precoce, all’abbandono scolastico e allo sfruttamento del lavoro sono altri chiari esempi di reazioni negative a questa condizione.

I risultati qualitativi di questo studio suggeriscono, inoltre, che l'impatto della separazione familiare è particolarmente duro per i bambini rimasti indietro, che in diversi casi hanno riportato varie conseguenze come un profondo disagio emotivo, interi giorni in lacrime o senza dire una parola, spesso chiedendo informazioni sui loro parenti dispersi e temendo non li vedranno mai più.